VIAGGIO NELL’AFRICA IGNOTA

IL CONTINENTE NERO TRA ‘800 E ‘900

NELLE IMMAGINI DELLA SOCIETÀ GEOGRAFICA ITALIANA

Donna Sciangalla o Beniscangul Etiopia, 1885-1894 Leopoldo Traversi Collezione Traversi - Fondo storico - Archivio Società Geografica Italiana

Bender Gasim Bosaso (Somalia), 1889-1891 Vincenzo Filonardi Collezione Filonardi - Fondo storico - Archivio Società Geografica Italiana

Sulle Piroghe presso il Lago Zuai Etiopia, 1907 Lincoln De Castro Collezione De Castro - Fondo storico - Archivio Società Geografica Italiana

Bambini incatenati Axum (Etiopia), 1908 Maurizio Rava Missione Tancredi al Lago Tana 1908 - Fondo storico - Archivio Società Geografica Italiana

Nel Benadir Somalia, marzo-aprile 1909 Anonimo Campagna oceanica della Regia Nave Vesuvio 1906-1909 - Fondo storico - Archivio Società Geografica Italiana

Boschimane Città del Capo (Repubblica Sudafricana), 1909-1911 Paolo Pasi Collezione Pasi - Fondo storico - Archivio Società Geografica Italiana

I cammelli provenienti dall'interno arrivano attraverso la duna Mogadiscio (Somalia), 1923-1925 Anonimo Collezione De Vecchi - Fondo storico - Archivio Società Geografica Italiana

Acquirente al mercato Mogadiscio (Somalia), 1923-1925 Anonimo Collezione De Vecchi - Fondo storico - Archivio Società Geografica Italiana

La costa Mogadiscio (Somalia), 1923-1925 Anonimo Collezione De Vecchi - Fondo storico - Archivio Società Geografica Italiana

Uno scolaro diligente Etiopia, 1924 Alberto Pollera Collezione Pollera - Fondo storico - Archivio Società Geografica Italiana

Sahara. Adrar degli Iforas Algeria, ottobre 1924 Georges Specht e Léon Poirier Expédition Citroën Centre Afrique. Seconda Missione Haardt-Audouin Dubreuil 1924-1925 - Fondo storico - Archivio Società Geografica Italiana

Un Capo Peul a Niamey Niger, novembre 1924 Georges Specht e Léon Poirier Expédition Citroën Centre Afrique. Seconda Missione Haardt-Audouin Dubreuil 1924-1925 - Fondo storico - Archivio Società Geografica Italiana

Donna a vassoio Sara Djengé a Fort Archambault Sahr (Ciad), aprile 1925 Georges Specht e Léon Poirier Expédition Citroën Centre Afrique. Seconda Missione Haardt-Audouin Dubreuil 1924-1925 - Fondo storico - Archivio Società Geografica Italiana

Banda per funerali Repubblica Centrafricana, gennaio-marzo 1925 Georges Specht e Léon Poirier Expédition Citroën Centre Afrique. Seconda Missione Haardt-Audouin Dubreuil 1924-1925 - Fondo storico - Archivio Società Geografica Italiana

Indigeni Bambari in costume per la Gan’za (festa della circoncisione) Oubangui-Chari(Repubblica centrafricana), gennaio 1925 Georges Specht e Léon Poirier Expédition Citroën Centre Afrique. Seconda Missione Haardt-Audouin Dubreuil 1924-1925- Fondo storico - Archivio Società Geografica Italiana

“Gaba” (Cacciatore Sara) Repubblica centrafricana, settembre 1925 Georges Specht e Léon Poirier Expédition Citroën Centre Afrique. Seconda Missione Haardt-Audouin Dubreuil 1924-1925 - Fondo storico - Archivio Società Geografica Italiana

"Louhao" (Capo Wagenia) Repubblica Democratica del Congo, marzo 1925 Georges Specht e Léon Poirier Expédition Citroën Centre Afrique. Seconda Missione Haardt-Audouin Dubreuil 1924-1925 - Fondo storico - Archivio Società Geografica Italiana

"Furiè" musulmano Zege (Etiopia), 14 febbraio 1937 Lidio Cipriani Missione Dainelli al lago Tana 1937 - Fondo Giotto Dainelli - Archivio Società Geografica Italiana

Donna presso El Banno Etiopia, maggio 1939 Oreste Maestri Missione biologica Zavattari Sagan-Omo 1939 - Fondo Storico - Archivio Società Geografica Italiana

Il lago degli elefanti Camerun, prima metà secolo XX Anonimo Fondo Storico - Archivio Società Geografica Italiana

L'Africa della fine dell’Ottocento e dei primi decenni del ‘900 è ancora un Continente in gran parte sconosciuto sia per gli Europei che per il resto del mondo. I primi a penetrarla in veste di conquistatori e di mercanti dopo la caduta dell’Impero romano sono gli Arabi che, mossi dalla fede islamica sotto forma di Jihad armata, molto funzionale anche alla loro fame di terre e di commerci, non solo conquistano il nord Africa ma aprono le tratte trans-sahariane. A loro si deve la creazione delle vie del sale, delle spezie, degli schiavi e dell'oro rimaste attive fino ai primi del ‘900. Sempre gli Arabi, in veste di schiavisti e di mercanti, sono i più assidui frequentatori delle regioni dei grandi laghi e delle coste orientali africane. Che conoscono anche un evento straordinario: la visita delle incredibili e gigantesche navi in legno di 50 mt. della flotta imperiale cinese, che nel corso dei secoli XIV, XV e XVI, attracca a più riprese nei porti naturali e artificiali di tutta la costa orientale e in particolare del Kenya e della Tanzania. Poi -caso unico e raro della storia- se ne tornano a casa senza conquistare e neppure stabilire reti commerciali, non lasciando nessuna testimonianza del loro passaggio. 

Gli Europei -che invece di conquiste via mare e di basi commerciali armate se ne intendono- cominciano a circumnavigare l’Africa a partire dal XV secolo. Sono i Portoghesi i più avventurieri alla ricerca di un passaggio a Oriente che cercano in più spedizioni finché non hanno successo. Ma per loro l’Africa è solo terra di passaggio costituita da porti sicuri e basi commerciali per la loro personale via delle spezie che li renderà ricchi e imperiali. Nell’entroterra non ci entreranno praticamente mai. Così come la maggior parte degli Europei fino alla seconda metà dell’'800: quando il cosiddetto Continente nero  diventa invece meta di ardite spedizioni e della fame di conquista delle potenze coloniali. Al seguito degli esploratori arriveranno poi flotte ed eserciti che conquisteranno l’intera Africa. In prima fila gli stessi Portoghesi, Belgi, Inglesi, Francesi. E infine Tedeschi e Italiani. Al nostro Paese è riservata l’Africa Orientale. Prima la Somalia, quindi l’Eritrea e infine l’Etiopia, che riusciremo a conquistare -a suon di tentativi falliti e ripetute cannonate- solo con la guerra del ’36, che ci costerà le sanzioni internazionali ma ci darà l’illusione di essere un potenza un po’ stracciona ma sicuramente imperiale.

La Società Geografica Italiana conserva numerose testimonianze e migliaia di immagini organizzate in collezioni delle tante spedizioni italiane (e non solo) a partire dagli ultimi decenni dell’'800 fino alla Seconda Guerra Mondiale. A realizzare le fotografie erano in alcuni casi fotografi professionisti al seguito delle spedizioni, in altri gli stessi esploratori, spesso appassionati e preparati utilizzatori del mezzo fotografico. Nei loro scatti -di ritratto, di reportage e di paesaggio– mostrano come dovessero apparire ai primi visitatori occidentali le popolazioni e i panorami di quello che all’epoca era il Continente meno conosciuto del pianeta. L’esposizione si snoda, perciò, attraverso le più belle immagini conservate dalla S.G.I., in un affascinante percorso che attraversa molti dei paesi di cui si compone l’Africa. Un viaggio che, partendo dall’Africa Orientale all’epoca delle colonie italiane, ci porta nell’Africa Sub Sahariana, quindi nell’Africa delle foreste equatoriali e fin giù nell’Africa Australe. Un viaggio fotografico che ben fa capire come tanti Occidentali si potessero (e possano) ammalare di quello che una volta veniva definito il mal d’Africa, quella sensazione di nostalgia che prendeva chi aveva visitato il Continente rendendogli difficile starne lontano.

Le collezioni da cui sono tratte le immagini sono: Leopoldo Traversi, Vincenzo Filonardi, Seconda Spedizione Bottego del 1895 (fotografie realizzate da Carlo Citerni), Lincoln De Castro, Missione Tancredi al Lago Tana del 1908 (fotografie realizzate da Maurizio Rava), Missione Tancredi al Piano del Sale del 1909 (fotografie realizzate dello stesso Alfonso Maria Tancredi), Missione Citerni per la delimitazione dei confini italo-etiopici del 1910-1912 (fotografie realizzate dallo stesso Carlo Citerni), Ostini (fotografie realizzate dalla Regia Agenzia commerciale d’Italia a Gondar), De Vecchi (fotografie realizzate da anonimi), Alberto Pollera, Missione Dainelli al lago Tana del 1937 (fotografie realizzate dai componenti della spedizione), Missione biologica Zavattari Sagan-Omo del 1939 (fotografie realizzate da Oreste Maestri), Levi Bianchini (fotografie realizzate da anonimi), Paolo Pasi, Guido Bonarelli (fotografie realizzate da autori vari), Missione Cattolica di Asmara. Alle collezioni di origine italiana si aggiunge quella francese relativa alla seconda missione dell’Expédition Citroën Centre Afrique (1924-1925) che toccò la maggior parte dei paesi africani attraversando da nord a sud e da est a ovest il Continente. Promossa dalla casa automobilistica Citroën, fu documentata dai fotografi e operatori Georges Specht e Léon Poirier.

a cura di
Alessandro Luigi Perna
 
una produzione di
Eff&Ci - Facciamo Cose
 
per il progetto
History&Photography
immagini di 

Archivio Fotografico Società Geografica Italiana

Eff&Ci - Facciamo Cose - via Luisa Sanfelice, 3 - 20137 Milano

+39.02.55.01.95.65 

 

 

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