La selezione di foto non vuole raccontare dal punto di vista storico e accademico come si svolsero gli eventi della prima guerra mondiale tra il 1914 e il 1918. Certo, dei riferimenti ai fatti più importanti ci sono, ma l’obiettivo è un altro: immergere il visitatore nell’atmosfera tragica, incredibile ed epocale di quella guerra.

Tragica perché costò la morte di milioni e milioni di uomini - un’intera generazione fu spazzata via da mitragliatrici e bombe in folli assalti frontali.

Incredibile perché fu una guerra senza senso in cui di fatto non solo gli imperi centrali perdenti (quello tedesco e austriaco) ma anche le potenze europee vincitrici si suicidarono nel momento di massimo splendore, facendo coincidere con la fine del conflitto l’inizio del loro declino.

Epocale perché la Grande Guerra chiuse un’epoca, quella moderna, e ne aprì una completamente nuova, quella contemporanea.  Dopo il primo conflitto mondiale, infatti, il mondo non sarà mai più lo stesso.

La Prima Guerra Mondiale ha qualcosa di magico dal punto di vista iconografico ed estetico. Alle suggestioni ottocentesche classiche della Belle Époque si sommano quelle del novecento tutte proiettate verso il futurismo e il futuribile più che verso il futuro. La sintesi è una miscela estetica di rara potenza iconografica colta perfettamente dallo strumento della fotografia. Che dalla sua nascita a metà ottocento ha fatto passi da gigante sia dal punto di vista tecnico che artistico.

Non solo all’epoca della Prima Guerra Mondiale il fotoreportage si è già affermato ma ha anche raggiunto notevoli livelli di professionalità. I giornali illustrati infatti se ne servono ampiamente dalla fine dell’800. In tutti i paesi occidentali si sviluppano peculiari stili fotografici e diverse modalità di sfruttamento editoriale delle immagini.

Ma sebbene la qualità delle foto in circolazione fosse indubbiamente notevole, sono pochi gli autori di cui si conosce il nome.

La mostra vuole rendere omaggio anche a loro, anonimi e talentuosi cronisti della storia di tutti.

Le immagini provengono dagli archivi inglesi Heritage, Topfoto, Mary Evans, Science and Society Picture Library – Musei di  Londra, dagli archivi francesi Rue des Archives e da quelli tedeschi del quotidiano Süddeutsche Zeitung. A distribuirli in Italia in  esclusiva è Tips Images, agenzia milanese che fa della fotografia storica proveniente dagli archivi internazionali uno dei suoi punti di forza con oltre un milione di immagini d’epoca on-line sul suo sito.

Alessandro Luigi Perna

 

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