“Ich bin ein Berliner” è una mostra fotografica che conduce l’osservatore in un itinerario che racconta città e nazioni una volta sotto il controllo diretto o meno dell’URSS e che dopo il crollo del muro di Berlino hanno via via riacquistato la propria indipendenza.

La frase da cui prende il nome (pronunciata da J. F. Kennedy il 26 giugno 1963 a Berlino Ovest durante il suo storico discorso) trasuda libertà, speranza ed empatia.

I fotografi partono da questa espressione-manifesto di libertà per raccontare attraverso diverse immagini l’evoluzione di alcuni luoghi dopo il crollo dell’Unione Sovietica in cui non solo l’Europa ma anche il mondo così com’era conosciuto fino ad allora cambia completamente aspetto ed equilibri.

Il viaggio parte con Berlino per una duplice ragione: cronologica e simbolica.

Berlino più di ogni altro posto è stata sottoposta ad uno smembramento e a un tentativo di annientamento. Il fatto che oggi sia una delle città più pulsanti, vivaci e moderne d’Europa è assolutamente incredibile e al tempo stesso ammirevole.

Tuttora sono presenti ben in vista le cicatrici dell’occupazione e della divisione, probabilmente una delle ragioni che ha contribuito a trasformarla nell’attuale metropoli caleidoscopica che conosciamo.

A seguire alcune Ex-Repubbliche Socialiste Sovietiche come Lituania, Estonia e Lettonia, tre Stati apparentemente molti simili tra loro ma con delle differenze sostanziali nel modo in cui hanno riacquistato la loro indipendenza e in cui hanno saputo rideterminare il rapporto con la Russia.

Sempre nell’ambito dell’Ex-URSS, l’Ucraina.

Forse lo Stato che ha pagato il prezzo più alto e che ha visto concretizzarsi in tragedia la competizione insana tra USA e URSS e che fino a pochissimi anni fa era ha vissuto tensioni ed una guerra civile proprio tra le fazioni indipendentiste e quelle pro-Mosca.

Il viaggio prosegue poi in alcuni Stati Satellite come Polonia e Romania.

Nel primo un ruolo chiave è stato giocato da Solidarność, che ha trasformato delle all’apparenza semplici rimostranze sindacali ed operaie in un movimento capace di prendere il potere mediante libere elezioni e di scrivere un nuovo capitolo nella storia polacca finalmente libera da domini o influenze più o meno palesi.

Il secondo Paese invece è stato stritolato tra l’ombra imponente di Mosca e un dittatore dispotico come Nicolae Ceauşescu, che dal 1965 al 1989 ha ridotto la Romania in ginocchio segnando un periodo che tutt’ora è ricordato come uno dei più bui del Paese.

Infine Mosca, altezzosa e sprezzante capitale della nuova Russia. Sembra portare con orgoglio i simboli del Comunismo e della magnificenza che voleva trasmettere soprattutto mediante opere pubbliche, come la sua celeberrima ed incantevole metropolitana e numerose altre costruzioni e palazzi.

 

"All - All free men, wherever they may live, are citizens of Berlin.
And, therefore, as a free man, I take pride in the words "Ich bin ein Berliner"

Elisa Santoro (Milano, 1982) 
Sin dalla più tenera età, ha sviluppato una spiccata curiosità e un fervido interesse per ciò che riguarda non solo la sua città ma tutto ciò che la circonda grazie anche ad un ottimo spirito di osservazione. Dote questa che ha avuto modo di coltivare ed aumentare avvicinandosi alla fotografia mediante la quale vuole mostrare agli altri la sua visione della vita, della realtà e della società. Predilige la fotografia di architettura, quella concettuale e minimalista e di concerti live. Organizza insieme a Salvatore Uccello mostre, incontri, uscite didattiche e workshop. Alcune sue opere sono state esposte a mostre ed aste di beneficenza a favore di importanti ONLUS. Ha all'attivo quatto mostre bipersonali in collaborazione con Salvatore Uccello: "HIDE MILANO 2015", "IO, 270145", "Bianco&STINTO" e "CARO ESTINTO, L'ESTETICA DEL RISPETTO" che sono state esposte in diversi spazi e gallerie milanesi quali Zoia Galleria d'Arte Contemporanea e Negozio Civico ChiAmaMilano.

Salvatore Uccello (Milano, 1974) 
Da sempre affascinato dalla tecnica e dalla tecnologia, ha scoperto in seguito un metodo che unisce arte e pragmatismo, riuscendo così a comunicare emozioni e sensazioni altrimenti inespresse, avvicinandosi una quindicina di anni fa alla fotografia. Pur prediligendo la street photography, ha maturato un’importante esperienza anche in altri ambiti quali la fotografia sportiva, ritrattistica, still life e musica dal vivo nonché nella didattica mediante workshop e corsi in qualità di docente. Alcune sue opere sono state esposte a mostre di beneficenza ed altre sono state battute all'asta da Sotheby’s per importanti ONLUS. Ha all'attivo quattro mostre bipersonali in collaborazione con Elisa Santoro: "HIDE MILANO 2015", "IO, 270145", "Bianco&STINTO" e "CARO ESTINTO, L'ESTETICA DEL RISPETTO"  che sono state esposte in diversi spazi e gallerie milanesi quali Zoia Galleria d'Arte Contemporanea e Negozio Civico ChiAmaMilano.

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