ANDO GILARDI
VERSO SUD
IMMAGINI DELLA FOTOTECA STORICA ANDO GILARDI
L’Italia che esce dalla seconda guerra mondiale è un paese diviso in due. Certo, c’era stata la dittatura fascista e una guerra civile, con vincitori che non sempre si erano meritati la vittoria e sconfitti che non credevano ancora di aver perso per sempre. Ma la lacerazione più profonda non era politica ma geografica ed economica. Da una parte il centro nord delle città e provincie borghesi. Con molte campagne già toccate da quella modernizzazione, meccanizzazione e sindacalizzazione che contraddistingueva le società europee più evolute. Motore del progresso era il boom economico che stava trasformando le abitudini quotidiane. Per la prima volta il benessere e il futuro erano infatti a portata di mano per tutti o quasi. Automobili, elettrodomestici e case di proprietà non erano più mete impossibili ma acquisti che si potevano fronteggiare grazie al posto fisso e un po’ di cambiali. Dall’altra parte invece un sud Italia profondamente arretrato, con una mentalità ancora medievale e feudale, in cui gli operai e i contadini senza terra erano considerati di una classe inferiore e il loro sfruttamento un diritto invece che un delitto. A fianco dei grandi proprietari terrieri e degli industriali più reazionari c’era la mafia che ricordava a tutti chi comandava e per mezzo di chi. Le lotte sindacali avevano ancora bisogno di eroi, perché bisognava ancora essere eroici e rischiare la pelle per affermare quei diritti che la nuova costituzione repubblicana sosteneva. Nessuno dei contendenti in campo in quella guerra fatta di scioperi e assassinii sapeva allora che a vincere sarebbe stata soprattutto la contemporaneità, che avrebbe travolto e trasformato tutto e tutti in ogni caso. E’ proprio in quegli anni ’50 di così intense passioni e violente trasformazioni che Ando Gilardi va verso sud armato di una macchina fotografica, consapevole di essere di fronte alla fine di un mondo e di un’epoca. A mandarcelo è prima il quotidiano “L’Unità” e poi i periodici “Lavoro” e “Vie Nuove” della CGIL. “Ho avuto – raccontò una volta Gilardi - la fortuna immensa per un fotografo scalzo, mezzo secolo fa si diceva così ... di aver raccolto ... gli ultimi documenti fotografici sulla fine, diciamo pure sull’estinzione, delle tre grandi classi del proletariato italiano, quelle degli operai, dei salariati della terra e dei contadini poveri, i senza niente, i cosiddetti cafoni del sud”. Nei suoi reportage ci sono infatti tutti. Con i loro volti di uomini e donne duri, intensi e d’altri tempi, orgogliosi e disperati, dignitosi e ottimisti anche quando un futuro non ce l’hanno. Da soli, al loro fianco, tra le loro gambe, nelle loro braccia, ci sono i bambini. Tantissimi bambini, perché l’Italia di allora ne faceva ancora tantissimi. Bimbi dalla faccia sporca che lavorano e bimbi dalla faccia altrettanto sporca che giocano in periferie appena nate fatte di baracche e panni stesi, fogne a cielo aperto e strade in terra battuta. Ando Gilardi con rara sensibilità ci racconta il mondo di quei genitori e di quei figli. E così facendo ci racconta un pezzo della nostra storia. La mostra “Verso sud” è un omaggio alla sua arte e alla sua testimonianza di fotogiornalista.
BIOGRAFIA
di Ando Gilardi
Nato nel 1921 ad Arquata Scrivia, in provincia di Alessandria, Ando Gilardi ha iniziato ad occuparsi di fotografia nel 1945, subito dopo la seconda guerra mondiale. Per conto di una commissione interalleata, incaricata di raccogliere prove per i processi ai criminali nazi-fascisti, ha infatti restaurato e riprodotto tantissime immagini fotografiche della seconda guerra mondiale. È in quell’occasione che nasce la sua passione per la fotografia, di cui afferma: "...mi ha spalancato la luce, mi ha fatto capire la miseria dell'uomo...”. È nello stesso periodo che Ando Gilardi fonda la Fototeca Storica Nazionale che oggi porta il suo nome. Come giornalista, proseguendo nell’attività di ricerca fotografica, ha lavorato prima al quotidiano “l’Unità” e in seguito per i rotocalchi “Lavoro” e “Vie Nuove”. Tra gli anni cinquanta e sessanta ha collaborato con Ernesto de Martino (Università di Sassari), Tullio Seppilli (Università di Perugia) e Diego Carpitella (Istituto etnomusicale dell’Accademia di Santa Cecilia in Roma) accompagnandoli nelle loro ricerche nel sud Italia e realizzando foto di carattere etnografico. Dal 1962 si è dedicato esclusivamente alla fotografia, affiancando la pratica effettiva alla ricerca storica e all’organizzazione di mostre ed esposizioni. Per alcuni anni è stato direttore tecnico dell’edizione italiana di “Popular Photography”. Dal 1969 al 1989 è anche co-fondatore e condirettore dei periodici “Photo 13”, “Phototeca”, “Index”, “Storia Infame…”, “Materiali”, presso la redazione della Fototeca Storica Nazionale. Dal 1984, per oltre un lustro, ha tenuto la rubrica "Libri" su "Progresso Fotografico". Trasferitosi da alcuni anni nel paese d’origine dei genitori, continua a contribuire agli studi nel campo fotografico attraverso internet. Svolgendo una ricerca personale sulle implicazioni artistiche delle tecniche di fotografia digitale, da gennaio a dicembre 2007 ne ha costantemente comunicato i risultati in un diario giornaliero. Nell’agosto 2008 ha concepito “TubArt”, il suo canale personale su “YouTube”. Dal 2010 anima uno spazio su Facebook dove conta oltre 1300 amici.
A cura di:
Alessandro Luigi Perna
Una co-produzione di:
History & Photography / Eff&Ci-Facciamo Cose
Immagini di:
Fototeca Storica Ando Gilardi
Supporti delle immagini:
Stampa digitale su carta fotografica chimica ai sali d’argento Kodak
• 20x30 - € 80,00
• 30x40 - € 100,00
• 40x50 - € 120,00
• 50x60/70 - € 140,00
Stampa digitale su carta fotografica Kodak
• 20x30 - € 90,00
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• 40x50 - € 130,00
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Stampa digitale su carta baritata Ilford
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• 30x40 - € 120,00
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Stampa digitale su carta cotone Hahnemuhle
• 20x30 - € 120,00
• 30x40 - € 150,00
• 40x50 - € 180,00
• 50x60/70 - € 210,00
Sede espositiva:
La Casa di Vetro
via Luisa Sanfelice, 3
Milano
www.lacasadivetro.com
Per acquistare le foto:
Scrivere a
info@effeci-facciamocose.com
oppure a
perna@alessandroluigiperna.com
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Bambini intorno al baraccone dei mutoscopi di Casler
- Genova, 1952
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Braccianti del ferrarese
- Ferrara, anni ‘50
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Braccianti leggono "L'Unità"
- Ferrara, 1950
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Minatore
- Monte Amiata (Siena), 1958
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Occupazione della miniera: le mogli dei minatori attendono sul posto i loro cari
Monte Amiata (Siena), 1958
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Barbiere
- Roma, 1955
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Ragazzino seduto in carriola con il suo cane
- Roma, 1953
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Bambini in periferia Borghetto dell'arco di travertino
- Roma, 1952
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Bambino allegro ripara una bicicletta Borghetto Nomentano
- Roma, 1955
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Bambino gioca con una barchetta di carta Borghetto dell'arco di travertino
Roma, 1952
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Bambine con lampada a gas Borghetto dell'arco di travertino
- Roma, 1952
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Pellegrini in un momento di riposo
- Fondi (Latina), 1957
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Bambine vestite miseramente in posa salutano il fotografo
Mercato di Resina, Napoli, 1955
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Mondine delle noci
- Qualiano (Napoli), 1955 circa
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Pescivendolo al mercato
- Qualiano (Napoli), 1953 circa
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Bottega di parrucchiere da uomo con insegna multilingua
Qualiano (Napoli), 1955 circa
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Negozio dell'usato "Piccolo guadagno mille articoli"
- Qualiano (Napoli), 1955
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Ragazza in bicicletta
- Qualiano (Napoli), 1955
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Lettura del giornale sindacale tra braccianti
- Barletta (Bari), 1956
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Corteo funebre delle vittime dell'eccidio di San Donaci (Brindisi)
avvenuto il 9 settembre 1957
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Bambini con maschere di carta dipinta festeggiano il carnevale
Venosa (Potenza), 1956
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Bambini giocano in strada tra le abitazioni in Via Roma
Venosa (Potenza), 1956
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Campo di calcio: partita tra squadre giovanili
Albano di Lucania (Potenza), 1957
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Gruppo di bambine
Albano di Lucania (Potenza), 1957
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Donne in cammino nella campagna
Albano di Lucania (Potenza), 1957
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Lavoratori in attesa di ingaggio
- Castelmezzano (Potenza), 1957
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Coppia di contadini al ritorno dai campi
- Lucania (Basilicata), 1957
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Cimitero dopo l'eccidio: una delle modeste croci di legno
- Melissa (Crotone), 1950
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Maestro di musica della banda
- Melissa (Crotone), 1950
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Bambini salutano col pugno chiuso
- Melissa (Crotone), 1950
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Ingresso dell'ufficio postale: attesa di notizie dai parenti emigrati
Melissa (Crotone), 1950
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Terrazza per stendere il bucato
Villaggio operaio degli stabilimenti Montecatini soprannominato "Quartiere Shanghai" - Crotone, 1956
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Donne al lavoro tra le baracche in cui vivono
Villaggio operaio degli stabilimenti Montecatini soprannominato "Quartiere Shanghai" - Crotone, 1956
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Famiglia in posa dinanzi alla porta della loro abitazione
- Crotone, 1956
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Piccolo manovale
- Crotone, 1950 circa
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Comizio sindacale tra i braccianti
- Gioia Tauro (Reggio Calabria), 1958
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Assemblea di braccianti davanti alla sede della camera del lavoro della C.G.I.L.
Vittoria (Ragusa), 1950
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Gruppo di donne durante una discussione
- Palma di Montechiaro (Agrigento), 1955
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Braccianti disoccupati in attesa di ingaggio
- Comiso (Ragusa), 1950
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Gruppo di braccianti dinnanzi alla sede della "Lega di Miglioramento fra i Contadini"
Comiso (Ragusa), 1950
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Insegne di macelleria
- Comiso (Ragusa), 1950
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Donne a lutto e veduta con manifesti affissi
per la morte del bracciante Paolo Vitale
- Comiso (Ragusa), 1950
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Bambini in posa
- Cortile Cascino - Palermo, 1957
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Bambini vivaci in posa
- Cortile Scalilla - Palermo, 1957
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Famiglia in posa nel vicolo
- Cortile Scalilla - Palermo, 1957
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Bambini vivaci giocano in un vicolo del quartiere
- Cortile Scalilla - Palermo, 1957
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Fidanzati in posa nel vicolo
- Cortile Scalilla - Palermo, 1957
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Doposcuola di Michela e Goffredo Fofi
- Cortile Scalilla - Palermo, 1957
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Bambini in posa dinanzi all'obiettivo
- Cortile Scalilla - Palermo, 1950-1960
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Giovane casalinga lava i panni
- Palermo 1957
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Donne e bambini intorno a un venditore di polpo cotto
- Palermo 1955 circa